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Nuova Alleanza
Testo parallelo dei Vangeli: greco (SBLGNT) · traduzione · lettura ortodossa
368 pericopi
Parabola delle mine
Vers.
Greco
Traduzione Gnostica
Lettura Ortodossa
11
Ἀκουόντων δὲ αὐτῶν ταῦτα προσθεὶς εἶπεν παραβολὴν διὰ τὸ ἐγγὺς ⸂εἶναι Ἰερουσαλὴμ αὐτὸν⸃ καὶ δοκεῖν αὐτοὺς ὅτι παραχρῆμα μέλλει ἡ βασιλεία τοῦ θεοῦ ἀναφαίνεσθαι·
Mentre essi ascoltavano queste cose, disse ancora una parabola, perché era vicino a Gerusalemme ed essi pensavano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all'altro.
Una parabola, perche pensavano che il regno di Dio dovesse manifestarsi subitoⓘ.
12
εἶπεν οὖν· Ἄνθρωπός τις εὐγενὴς ἐπορεύθη εἰς χώραν μακρὰν λαβεῖν ἑαυτῷ βασιλείαν καὶ ὑποστρέψαι.
Disse dunque: «Un uomo di nobile famiglia partì per un paese lontano, per ricevere il titolo di re e poi ritornare.
«Un uomo nobile parti per ricevere un regno e tornareⓘ.
13
καλέσας δὲ δέκα δούλους ἑαυτοῦ ἔδωκεν αὐτοῖς δέκα μνᾶς καὶ εἶπεν πρὸς αὐτούς· ⸀Πραγματεύσασθε ⸂ἐν ᾧ⸃ ἔρχομαι.
Chiamati dieci dei suoi servi, consegnò loro dieci mine, dicendo: Fatele fruttare fino al mio ritorno.
Diede dieci mineⓘ: fatele fruttare.
14
οἱ δὲ πολῖται αὐτοῦ ἐμίσουν αὐτόν, καὶ ἀπέστειλαν πρεσβείαν ὀπίσω αὐτοῦ λέγοντες· Οὐ θέλομεν τοῦτον βασιλεῦσαι ἐφ’ ἡμᾶς.
Ma i suoi cittadini lo odiavano e mandarono dietro a lui una delegazione a dire: Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi.
I suoi cittadini lo odiavanoⓘ: Non vogliamo che regni su di noi.
15
καὶ ἐγένετο ἐν τῷ ἐπανελθεῖν αὐτὸν λαβόντα τὴν βασιλείαν καὶ εἶπεν φωνηθῆναι αὐτῷ τοὺς δούλους τούτους οἷς ⸀δεδώκει τὸ ἀργύριον, ἵνα ⸀γνοῖ τί ⸀διεπραγματεύσαντο.
Dopo aver ricevuto il titolo di re, egli ritornò e fece chiamare quei servi a cui aveva consegnato il denaro, per sapere quanto ciascuno avesse guadagnato.
Tornato re, chiese conto.
16
παρεγένετο δὲ ὁ πρῶτος λέγων· Κύριε, ἡ μνᾶ σου ⸂δέκα προσηργάσατο⸃ μνᾶς.
Si presentò il primo e disse: Signore, la tua mina ne ha fruttate dieci.
«La tua mina ne ha fruttate dieci».
17
καὶ εἶπεν αὐτῷ· ⸀Εὖγε, ἀγαθὲ δοῦλε, ὅτι ἐν ἐλαχίστῳ πιστὸς ἐγένου, ἴσθι ἐξουσίαν ἔχων ἐπάνω δέκα πόλεων.
Gli disse: Bene, servo buono! Sei stato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città.
«Bene, servo buonoⓘ: avrai dieci citta».
18
καὶ ἦλθεν ὁ δεύτερος λέγων· ⸂Ἡ μνᾶ σου, κύριε⸃, ἐποίησεν πέντε μνᾶς.
Poi si presentò il secondo e disse: Signore, la tua mina ne ha fatte cinque.
19
εἶπεν δὲ καὶ τούτῳ· Καὶ σὺ ⸂ἐπάνω γίνου⸃ πέντε πόλεων.
Anche a questo disse: Tu pure sarai a capo di cinque città.
20
καὶ ⸀ὁ ἕτερος ἦλθεν λέγων· Κύριε, ἰδοὺ ἡ μνᾶ σου ἣν εἶχον ἀποκειμένην ἐν σουδαρίῳ·
Venne poi anche un altro e disse: Signore, ecco la tua mina, che ho tenuto nascosta in un fazzoletto;
Un altro: «Ho tenuto la mina in un fazzolettoⓘ,
21
ἐφοβούμην γάρ σε ὅτι ἄνθρωπος αὐστηρὸς εἶ, αἴρεις ὃ οὐκ ἔθηκας καὶ θερίζεις ὃ οὐκ ἔσπειρας.
avevo paura di te, che sei un uomo severo: prendi quello che non hai messo in deposito e mieti quello che non hai seminato.
per paura, sei un uomo severoⓘ».
22
⸀λέγει αὐτῷ· Ἐκ τοῦ στόματός σου κρίνω σε, πονηρὲ δοῦλε· ᾔδεις ὅτι ἐγὼ ἄνθρωπος αὐστηρός εἰμι, αἴρων ὃ οὐκ ἔθηκα καὶ θερίζων ὃ οὐκ ἔσπειρα;
Gli rispose: Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato:
«Dalle tue parole ti giudico.
23
καὶ διὰ τί οὐκ ἔδωκάς ⸂μου τὸ ἀργύριον⸃ ἐπὶ τράπεζαν; κἀγὼ ἐλθὼν σὺν τόκῳ ἂν ⸂αὐτὸ ἔπραξα⸃.
perché allora non hai consegnato il mio denaro a una banca? Al mio ritorno l'avrei riscosso con gli interessi.
Perche non l'hai messa in bancaⓘ?».
24
καὶ τοῖς παρεστῶσιν εἶπεν· Ἄρατε ἀπ’ αὐτοῦ τὴν μνᾶν καὶ δότε τῷ τὰς δέκα μνᾶς ἔχοντι—
Disse poi ai presenti: Toglietegli la mina e datela a colui che ne ha dieci.
«Toglietegli la mina».
25
καὶ εἶπαν αὐτῷ· Κύριε, ἔχει δέκα μνᾶς—
Gli risposero: Signore, ne ha già dieci!
26
⸀λέγω ὑμῖν ὅτι παντὶ τῷ ἔχοντι δοθήσεται, ἀπὸ δὲ τοῦ μὴ ἔχοντος καὶ ὃ ἔχει ⸀ἀρθήσεται.
Vi dico: A chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha.
A chi ha sarà datoⓘ.
27
πλὴν τοὺς ἐχθρούς μου ⸀τούτους τοὺς μὴ θελήσαντάς με βασιλεῦσαι ἐπ’ αὐτοὺς ἀγάγετε ὧδε καὶ κατασφάξατε ⸀αὐτοὺς ἔμπροσθέν μου.
E quei miei nemici, che non volevano che io diventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a me».
Quei miei nemici che non volevano che regnassi, uccideteliⓘ».