Introduzione al Salmo 62
Salmo 62 testo: 'solo in Dio si acquieta l'anima mia' e il silenzio
Il salmo 62 e dominato da una particella ebraica caratteristica: akh (solo, soltanto, certamente), che ricorre sei volte (vv.2, 3, 5, 6, 7, 10) e da al salmo la sua tonalita di esclusivita. Si apre con il versetto programmatico: akh el-Elohim dumiyyah nafshi mimennu yeshu'ati — «soltanto in Dio si acquieta l'anima mia, da lui viene la mia salvezza» (Sal 62:2). Il termine dumiyyah (silenzio, quiete, acquietamento) indica non assenza di parole ma serenita interiore — l'anima del salmista cessa di agitarsi solo presso Dio.
Il akh esclusivo del salmo 62 e teologicamente denso: significa che nessun altro puo essere fonte di vera salvezza. Il versetto 6 lo ripete con variazione: akh le-Elohim dommi nafshi ki mimennu tiqvati — «soltanto a Dio acquietati, anima mia, perche da lui viene la mia speranza» (Sal 62:6). La differenza tra v.2 e v.6 e che il primo e una constatazione (dumiyyah — silenzio), il secondo e un imperativo (dommi — acquietati). Il salmista, prima descrive il suo stato, poi esorta se stesso a mantenerlo. Mishnah Berakhot 5:1 stabilisce: ein omdin le-hitpallel ela mi-tokh koved-rosh — «non si sta in piedi per pregare se non con grave serieta». Il silenzio interiore del Sal 62:2 e il modello classico del koved-rosh tannaitico.
| Versetto (MT) | Termine ebraico chiave | Significato teologico |
|---|---|---|
| Sal 62:2 | akh el-Elohim dumiyyah nafshi (אַךְ אֶל־אֱלֹהִים דּוּמִיָּה נַפְשִׁי) | Soltanto in Dio si acquieta l'anima mia |
| Sal 62:3 | akh hu tzuri vi-yshu'ati (אַךְ הוּא צוּרִי וִישׁוּעָתִי) | Egli solo e mia roccia e mia salvezza |
| Sal 62:9 | bittchu vo be-khol-et am (בִּטְחוּ בוֹ בְכָל־עֵת עָם) | Confidate in lui in ogni tempo, o popolo |
| Sal 62:10 | akh hevel benei-adam (אַךְ הֶבֶל בְּנֵי־אָדָם) | Soltanto un soffio sono i figli dell'uomo |
| Sal 62:12 | achat dibber Elohim shtayim-zu shamati (אַחַת דִּבֶּר אֱלֹהִים שְׁתַּיִם־זוּ שָׁמָעְתִּי) | Una cosa ha detto Dio, due ne ho udite |
Salmo 62 commento: 'soltanto un soffio sono i figli dell'uomo' e la vanita
Il versetto 10 riprende uno dei temi piu cari alla letteratura sapienziale ebraica: akh hevel benei-adam kazav benei-ish be-mozenayim la'alot hemmah me-hevel yachad — «soltanto un soffio sono i figli dell'uomo, menzogna i figli dell'uomo; sulla bilancia salgono, sono insieme piu leggeri del soffio» (Sal 62:10). Il termine hevel (soffio, vapore, vanita) e quello che apre Qohelet (havel havalim) ed e usato nel Sal 62 in senso simile: l'uomo che confida in se stesso, nelle proprie risorse o nei propri sforzi, e sostanzialmente vuoto.
Il versetto 11 prosegue: al-tivtechu va-osheq u-va-gazel al-tehbalu chayil ki-yanuv al-tashitu lev — «non confidate nell'oppressione e non vantatevi della rapina; se la ricchezza abbonda, non porre il cuore» (Sal 62:11). Le due tentazioni sono: la violenza acquisitiva (osheq e gazel) e l'attaccamento alla ricchezza (chayil). Il salmista esorta a non porre il cuore (lev) nelle ricchezze, frase che diventera proverbiale. Mishnah Avot 4:1 cita Ben Zoma: eizehu ashir? ha-sameach be-chelqo — «chi e ricco? colui che si rallegra della sua porzione». La vera ricchezza tannaitica e il contentamento, non l'accumulo. Sal 62:11 e fondamento scritturistico classico di questa attitudine spirituale rabbinica e cristiana.
Salmo 62 spiegazione: 'una cosa ha detto Dio, due ne ho udite'
Il versetto 12 contiene una formula di insegnamento didattico tipica della sapienza biblica: achat dibber Elohim shtayim-zu shamati ki-oz le-Elohim — «una cosa ha detto Dio, due ne ho udite, che la potenza appartiene a Dio» (Sal 62:12). La struttura uno-due e tipica della retorica numerica della sapienza biblica (cfr. Pr 6:16, Pr 30:15-31, Am 1-2 con la formula al shloshah pish'ei... ve-al arba'ah). Il salmista dichiara che da una sola parola divina ha imparato due cose: (1) la potenza appartiene a Dio (oz); (2) la chesed (misericordia) appartiene a Dio (v.13).
Le due dichiarazioni sono complementari: la potenza divina senza misericordia sarebbe terrore; la misericordia senza potenza sarebbe debolezza. Solo l'unione di oz e chesed costituisce il vero ritratto di Dio. Mishnah Avot 5:18 contiene una struttura simile di numerazione spirituale: tre cose sono caratteristiche dei discepoli di Bilam, tre cose dei discepoli di Abramo. La sapienza tannaitica conosce questa retorica numerica e Sal 62:12 ne e modello classico. Il salmo 62 spiegazione tradizionale ebraica vede in questo versetto un esempio di come da una rivelazione divina si possa ricavare un insegnamento sapienziale articolato. Il salmo si chiude con la dichiarazione del v.13: u-le-kha Adonai chased ki-atta teshallem le-ish ke-ma'asehu — «e a te, Signore, appartiene la chesed, perche tu ripaghi ciascuno secondo la sua opera», unendo cosi misericordia e giustizia retributiva.