Introduzione al Salmo 32

Salmo 32 testo: 'beato chi e assolto dalla colpa' e i sette penitenziali

Il salmo 32 si apre con una doppia beatitudine: ashrei nesui-pesha kesui chata'ah, ashrei adam lo yachshov YHWH lo avon ve-ein be-rucho remiyyah — «beato colui al quale e perdonata la trasgressione, coperto il peccato; beato l'uomo a cui YHWH non imputa colpa, e nel cui spirito non c'e inganno» (Sal 32:1-2). E uno dei pochi salmi titolati maskil (poema didattico, contemplativo), titolo che ricorre in 13 salmi (Sal 32, 42, 44, 45, 52-55, 74, 78, 88, 89, 142). Il maskil indica un testo destinato all'insegnamento spirituale, non solo alla preghiera personale.

Sal 32 e classificato dalla tradizione cristiana come il secondo dei sette salmi penitenziali (Sal 6, 32, 38, 51, 102, 130, 143), una raccolta che la liturgia romana legge tradizionalmente nei tempi penitenziali. Nella tradizione ebraica e una delle dichiarazioni piu importanti sulla teologia del perdono divino. Tre termini designano il peccato nei vv.1-2: pesha (trasgressione, ribellione), chata'ah (mancanza, errore), avon (colpa, distorsione). Tre termini corrispondenti designano il perdono: nasa (sollevare via, portar via), kasah (coprire, velare), lo yachshov (non imputare, non contare). La completezza del peccato e cancellata dalla completezza del perdono.

Versetto (MT)Termine ebraico chiaveSignificato teologico
Sal 32:1ashrei nesui-pesha (אַשְׁרֵי נְשׂוּי־פֶּשַׁע)Beato chi e perdonato
Sal 32:2lo yachshov YHWH lo avon (לֹא יַחְשֹׁב יְהוָה לוֹ עָוֹן)YHWH non gli imputa colpa
Sal 32:3kishe-hechershti balu atzamai (כִּי־הֶחֱרַשְׁתִּי בָּלוּ עֲצָמָי)Mentre tacevo si consumavano le mie ossa
Sal 32:5chata'ti odi'akha (חַטָּאתִי אוֹדִיעֲךָ)Il mio peccato ti faro conoscere
Sal 32:9al tihyu ke-sus ke-fered (אַל־תִּהְיוּ כְּסוּס כְּפֶרֶד)Non siate come cavallo o mulo

Salmo 32 commento: 'mentre tacevo si consumavano le mie ossa' e la confessione

Il versetto 3 contiene una delle descrizioni piu vivide della malattia psicosomatica del peccato non confessato: ki hechershti balu atzamai be-sha'agati kol-ha-yom — «poiche tacevo, si consumavano le mie ossa nei miei ruggiti tutto il giorno» (Sal 32:3). Il verbo charash (tacere) e contrapposto a sha'ag (ruggire, gridare): il salmista taceva il peccato esteriormente ma ruggiva interiormente nella coscienza tormentata. Il risultato fisico e balu atzamai (le mie ossa si consumavano), descrizione fisiologica del peso interiore del peccato.

La svolta avviene al v.5: chata'ti odi'akha va-avoni lo khissiti, amarti odeh alei feshai la-YHWH ve-atta nasata avon chata'ti selah — «il mio peccato ti faro conoscere, e la mia colpa non ho coperto; ho detto: confessero le mie trasgressioni a YHWH, e tu hai perdonato la colpa del mio peccato, sela» (Sal 32:5). La sequenza dei tre verbi e cruciale: amarti (ho detto, decisione), odeh (confessero, atto), nasata (hai sollevato via, risposta divina). Il perdono e immediato e totale. Paolo cita Sal 32:1-2 in Rm 4:7-8 come prova dottrinale della giustificazione per fede: Davide stesso conosceva il principio che YHWH non imputa il peccato a chi lo confessa con cuore sincero. Mishnah Yoma 8:9 stabilisce: aveirot she-bein adam la-Maqom yom ha-kippurim mekhapper (le trasgressioni tra l'uomo e Dio sono espiate dal giorno di Kippur), confermando il principio salmico della confessione esplicita.

Salmo 32 spiegazione: 'non siate come cavallo o mulo' e l'insegnamento

Gli ultimi versetti del salmo (vv.8-11) cambiano voce: e Dio stesso che parla, dando istruzione al penitente. askilekha ve-orekha be-derekh-zu telekh i'atzah alekha eini — «ti istruiro e ti insegnero la via che devi percorrere, ti consigliero, l'occhio mio su di te» (Sal 32:8). Il verbo sakhal (rendere saggio, istruire) e la stessa radice del titolo maskil: il salmo e quindi auto-referenziale, e maskil perche fa la stessa cosa che descrive — istruisce il penitente.

Il versetto 9 contiene un'esortazione vivace: al-tihyu ke-sus ke-fered ein-havin — «non siate come cavallo o mulo, senza intelligenza» (Sal 32:9). L'animale ha bisogno di morso e briglia per essere guidato; l'uomo dovrebbe avere intelligenza e volonta per scegliere liberamente la via giusta. Questa antropologia salmica e il fondamento della spiritualita ebraica e cristiana del libero arbitrio nella conversione: chi si converte solo per costrizione non e veramente convertito. Mishnah Avot 3:15 (Rabbi Akiva): ha-kol tzafui ve-ha-reshut netunah ve-ha-olam be-tov nidon — «tutto e previsto, ma il libero arbitrio e dato, e il mondo e giudicato con bonta». Il salmo 32 spiegazione tradizionale ebraica vede in questo testo il modello classico della teshuvah (ritorno) volontaria: nessuna penitenza meccanica, solo conversione del cuore.