Introduzione al Salmo 24
Salmo 24 testo: 'del Signore e la terra' e la salita al monte santo
Il salmo 24 si apre con la dichiarazione cosmologica piu universale del Salterio: le-YHWH ha-aretz u-melo'ah tevel ve-yoshvei vah — «del Signore e la terra e quanto contiene, il mondo e i suoi abitanti» (Sal 24:1). Il versetto fonda la signoria divina su tutta la creazione, prima ancora di parlare di Israele. Paolo cita questo versetto in 1Cor 10:26 come fondamento della liberta cristiana: tutto cio che e venduto al mercato si puo mangiare perche tou Kyriou he ge kai to pleroma autes.
La motivazione di questa signoria e nei vv.1-2: ki hu al-yammim yesadah ve-al-neharot yekhoneneha — «poiche egli su mari l'ha fondata, e su fiumi l'ha stabilita» (Sal 24:2). L'immagine della terra fondata sui mari evoca la cosmologia biblica del caos primordiale (Gn 1:2, tehom) domato dalla parola creatrice. Il Sal 24 colloca cosi la signoria divina nel quadro della creazione stessa: il Dio che ha posto ordine al caos e il padrone legittimo di tutto.
| Versetto (MT) | Termine ebraico chiave | Significato teologico |
|---|---|---|
| Sal 24:1 | le-YHWH ha-aretz (לַיהוָה הָאָרֶץ) | Del Signore e la terra |
| Sal 24:3 | mi ya'aleh be-har YHWH (מִי יַעֲלֶה בְהַר יְהוָה) | Chi salira al monte del Signore? |
| Sal 24:4 | neqi khappayim u-var levav (נְקִי כַפַּיִם וּבַר לֵבָב) | Mani innocenti e cuore puro |
| Sal 24:7 | se'u she'arim rasheikhem (שְׂאוּ שְׁעָרִים רָאשֵׁיכֶם) | Alzate, o porte, le vostre teste |
| Sal 24:8 | melekh ha-kavod (מֶלֶךְ הַכָּבוֹד) | Il re della gloria |
Salmo 24 commento: 'chi salira al monte del Signore' e le condizioni di accesso
I vv.3-6 formano una Torah d'ingresso (entrance liturgy), un genere letterario classico che fissa le condizioni etiche per accedere al santuario. La domanda mi ya'aleh be-har YHWH u-mi yaqum bi-meqom qodsho — «chi salira al monte del Signore, e chi stara nel suo luogo santo?» (Sal 24:3) — riceve la risposta in quattro linee parallele:
- neqi khappayim — mani innocenti (non versano sangue innocente)
- u-var levav — cuore puro (non interiormente diviso)
- asher lo nasa la-shav nafsho — non eleva l'anima alla vanita (non idolatra)
- ve-lo nishba le-mirmah — non giura per inganno
Le quattro condizioni costituiscono un decalogo morale ridotto, parallelo al Sal 15 (l'altra Torah d'ingresso del Salterio). Mishnah Tamid 7:4 stabilisce che il Sal 24 era cantato nel Tempio il primo giorno della settimana (la domenica del calendario ebraico), come parte del salterio settimanale dei leviti. Questa attestazione tannaitica conferma il carattere processionale e cultuale del salmo, originariamente legato alla salita al Tempio di Gerusalemme.
Salmo 24 spiegazione: 'chi e questo re della gloria?'
L'ultima parte del salmo (vv.7-10) e la sezione piu drammatica e teatrale del Salterio: un dialogo liturgico tra due cori. Il primo coro chiama: se'u she'arim rasheikhem ve-hinnase'u pitchei olam ve-yavo melekh ha-kavod — «alzate, o porte, le vostre teste, alzatevi, soglie eterne, ed entri il re della gloria!» (Sal 24:7). Il secondo coro risponde: mi zeh melekh ha-kavod — «chi e questo re della gloria?». Il primo coro replica: YHWH izzuz ve-gibbor YHWH gibbor milchamah — «YHWH forte e potente, YHWH potente in battaglia».
Il dialogo si ripete con variante: la seconda volta la risposta e YHWH tzeva'ot hu melekh ha-kavod selah — «YHWH degli eserciti, egli e il re della gloria, selah» (Sal 24:10). Il termine YHWH tzeva'ot (Signore degli eserciti) e il titolo cultuale del Tempio di Gerusalemme, particolarmente legato all'arca dell'alleanza (1Sam 4:4). La tradizione esegetica ebraica e cristiana ha letto questo salmo come liturgia dell'ingresso dell'arca, originariamente al tempo di Davide (2Sam 6) e proiettato escatologicamente sulla venuta del Messia.