Introduzione al Salmo 127

Salmo 127 testo: 'se il Signore non costruisce la casa' e l'attribuzione salomonica

Il salmo 127 si apre con uno dei versetti piu citati del Salterio: im YHWH lo yivneh bayit shav amlu vonav bo — «se il Signore non costruisce la casa, invano si affaticano i suoi costruttori» (Sal 127:1). E uno dei quindici shire ha-ma'alot (cantici delle salite o dei gradini, Sal 120-134), recitati dai pellegrini durante la salita a Gerusalemme per le tre feste di pellegrinaggio. Il titolo li-Shlomo (a Salomone) lo attribuisce o lo dedica al re costruttore del Tempio, e la tradizione esegetica ebraica lo collega proprio alla costruzione del bayit per eccellenza — il Tempio.

Il versetto 1 contiene tre dichiarazioni parallele sulla vanita dello sforzo umano senza Dio: la costruzione della casa (bayit), la custodia della citta (shomer ir), e implicitamente ogni attivita umana. Il termine shav (vanita, vuoto) e lo stesso che apre Qohelet (havel havalim) e dichiara che lo sforzo umano e privo di valore intrinseco senza la fondazione divina. Sal 127 commento rabbinico vede in questa dichiarazione non passivismo ma corretto ordinamento: l'azione umana trova senso solo come collaborazione con l'azione divina.

Versetto (MT)Termine ebraico chiaveSignificato teologico
Sal 127:1im YHWH lo yivneh bayit (אִם־יְהוָה לֹא־יִבְנֶה בַיִת)Se YHWH non costruisce la casa
Sal 127:2ken yitten li-yedido shenah (כֵּן יִתֵּן לִידִידוֹ שֵׁנָא)Egli da il sonno al suo amato
Sal 127:3nachalat YHWH banim (נַחֲלַת יְהוָה בָּנִים)Eredita di YHWH sono i figli
Sal 127:4ke-chitzim be-yad gibbor (כְּחִצִּים בְּיַד־גִּבּוֹר)Come frecce nella mano del prode
Sal 127:5ashrei ha-gever asher mille et-ashpato (אַשְׁרֵי הַגֶּבֶר אֲשֶׁר מִלֵּא אֶת־אַשְׁפָּתוֹ)Beato l'uomo la cui faretra e piena

Salmo 127 commento: 'egli da il sonno al suo amato'

Il versetto 2 contiene una dichiarazione poetica densa: shav lakhem mashkimei qum me'acharei-shevet okhlei lechem ha-atzavim ken yitten li-yedido shenah — «invano vi alzate presto, tardi andate a riposare, mangiando il pane delle fatiche; cosi egli da il sonno al suo amato» (Sal 127:2). Il contrasto e tra l'agitazione ansiosa (atzavim, dolori, fatiche) di chi non confida in Dio, e il sonno tranquillo (shenah) di chi e yedid (amato) di YHWH. Il termine yedid e lo stesso che 2Sam 12:25 usa per descrivere Salomone alla nascita: Yedidiyah (amato di YHWH).

Questa connessione filologica conferma l'attribuzione salomonica del salmo: il yedid di Sal 127:2 e il Yedidiyah di 2Sam 12:25, e il sonno tranquillo dato da YHWH richiama il sogno di Salomone a Gabaon (1Re 3:5-15), in cui il re ricevette la sapienza dormendo. Mishnah Berakhot 1:2 stabilisce le ore del qeri'at shema' della sera, riconoscendo l'importanza spirituale del sonno regolato. Il salmo 127 commento tradizionale rabbinico vede nel shenah le-yedido il dono divino della pace interiore che permette il riposo.

Salmo 127 spiegazione: 'figli come frecce' e l'eredita di YHWH

La seconda meta del salmo (vv.3-5) cambia tono e celebra i figli come dono divino: hinneh nachalat YHWH banim sakhar peri ha-baten — «ecco, eredita di YHWH sono i figli, ricompensa il frutto del grembo» (Sal 127:3). Il termine nachalah (eredita, possesso ereditato) e tecnico nella distribuzione delle terre di Canaan: i figli non sono possesso umano ma assegnazione divina, sakhar (ricompensa) data al giusto. La metafora militare segue: i figli sono ke-chitzim be-yad gibbor (come frecce nella mano del prode, Sal 127:4), strumenti di difesa e proiezione del padre nella generazione successiva.

L'immagine della ashpah (faretra) piena (Sal 127:5) e la metafora classica della famiglia numerosa: ashrei ha-gever asher mille et-ashpato mehem lo yevoshu ki-yedabberu et-oyvim ba-sha'ar — «beato l'uomo la cui faretra e piena di essi: non sara confuso quando trattera con i nemici alla porta». La sha'ar (porta) e il luogo del giudizio nella citta antica (Dt 21:19, Rt 4:1), dove gli anziani decidevano le cause. Il padre con figli forti ha sostegno nelle dispute legali. Mishnah Yevamot 6:6 stabilisce che la mitzvah della procreazione si adempie con un figlio e una figlia (secondo Bet Hillel), riprendendo la teologia salmica della famiglia come nachalat YHWH.